
Quando ero piccina e si accendeva la radio, in macchina, e c'era un pezzo di classica, si cercava di indovinare l'autore... pertendo da un'idea di nazionalità, di epoca, di genere compositivo.

Difficile come descrivere un profumo, a rovescio. E se facile, è troppo facile.

Anche questa scatola che respira ha un odore. E ha anche un suono, ma questo è facile da dire. Quello che è più difficile è immaginare il suono che non è nota, ma che si sente quando il mantice-polmone viene aperto, senza suonare, da una mano, che preme e trattiene, mentre l'altra è libera di esplorare...

Un respiro che mi respira con il suo peso, appoggiato sulla mia pancia, dove risounano le cavità del corpo. Il tamburellare, il ticchettare, il picchiettare delle mie dite ovunque non ci siano i tasti... Ma (!) quanti suoni può fare una mano sola?
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